Il convegno di Como, svoltosi lo scorso 29-30-31 marzo, ha avuto diversi momenti significativi a partire dalla presenza qualificata dei giovani exallievi a cui si sono aggiunti i cooperatori, MGS e le FMA. L’inaugurazione dei lavori è stata di Andrea che ha subito posto ai partecipanti delle domande semplici e ineludibili partendo dalla necessità di abbandonare i tanti –ismi di cui la nostra società è piena.
L’incontro missionario di venerdì ha visto Albertino, presto ribattezzato Albertone, introdurci alla missione attraverso i numerosi viaggi che negli anni ha intrapreso. Lontano dalla logica del turismo organizzato, alla ricerca sincera delle culture di tante altre parti del mondo, attento alla religiosità dei popoli con cui ha condiviso esperienze, Alberto ci ha conquistati con la trasparenza e l’entusiasmo. Con lui abbiamo iniziato ad affrontare un tema molto interessante, il rapporto tra la religione cristiana e quelle dei paesi lontani dispersi sui vari continenti. Sicuramente è un aspetto che ci interroga e merita approfondimenti.
Il sabato sono stati richiamati dagli exallievi e dai cooperatori i temi della comunione all’interno della famiglia salesiana. Grazie di cuore ad Angela Signorelli, giovane cooperatrice presente a Catania 08, e a Roberto Lorenzini, cooperatore, che ci ha illustrato la carta di comunione sulla base di quanto già presentato alle giornate di spiritualità della famiglia salesiana. Come diceva don Bosco, e ricordato da Roberto: “il bene va fatto bene”. A queste esperienza si aggiunge quella di Emanuele, insegnante presso l’istituto don Bosco di Milano e attivo nell’MGS. Luca Ricauda li ha coinvolti con entusiasmo nella nostra iniziativa.
Nel pomeriggio i lavori di gruppo sono stati condotti sulla base di quanto ideato da Andrea Ravaldini, cooperatore e Gex di Forlì. Con l’ausilio dei colori si è voluto rispondere al tema dell’impegno concreto nella nostra associazione.
Il film di sabato è stato proposto dagli amici dell’ispettoria ligure. La vicenda di un uomo vedovo che ha perso ogni stimolo nella sua vita personale e professionale viene rivitalizzata dall’incontro casuale con una coppia di emigranti clandestini. La passione per il bongo, l’attaccamento alla vita e alle tradizioni della propria terra della coppia di ragazzi risvegliano il desiderio di accoglienza e la gioia di vivere nel protagonista principale.
Le serate sono state animate da Andrea, Antonino (ex Barabba’s clown) che con i loro numeri, il diablo, le palline, le clave e … i trampoli ci hanno fatto rivivere lo spirito dell’oratorio di don Bosco.
Al mattino della domenica una relazione sulla lettera di don Egidio Viganò ha sintetizzato molte esperienze del convegno e ci ha aiutato a comprendere meglio la passione dei salesiani per gli exallievi. Exallievi di don Bosco e non exallievi salesiani, come scrisse il Rettor Maggiore.
I momenti di preghiera e di riflessione sono stati celebrati comunitariamente con l’aiuto del delegato lombardo don Stefano Guastalla che ringraziamo per la sensibilità verso l’ esperienza di noi exallievi. Una nota simpatica è stata la foto di gruppo assieme ai giovani allievi dell’istituto di Chiari; assieme il futuro e il presente degli exallievi di don Bosco.
Grazie a tutti per l’entusiasmo con cui avete partecipato.


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