Cari Amici,
Nello scorso numero di Voci Fraterne ci chiedevamo il senso del nostro stare insieme in associazione. Oggi torno a domandare a ognuno di voi chi siamo veramente, chi sono gli Exallievi di Don Bosco, perchè credo che la speranza di rinnovamento e futuro per questa nostra Associazione, la dobbiamo e possiamo cercare insieme, nella sincerità, nella fiducia reciproca, nel rispetto reciproco e nella solidarietà reciproca.
Molti non ci conoscono, tanti ci identificano come gli ex alunni delle scuole salesiane, quasi nessuno sa che siamo una Associazione ecclesiale di laici impegnati al servizio dei giovani.
Questo dopo cento anni di vita dell’Associazione dovremmo rispondere se ci viene chiesto cosa sono gli Exallievi di Don Bosco. Ma non tutti lo diciamo con chiarezza. Forse neppure lo crediamo.
Eppure la nostra storia è piena di attività ed eventi importanti che dicono questa identità: la bioetica, i forum sociopolitici, i grandi progetti di solidarietà (Brno, Žepče, ecc) le tante attività che nelle case salesiane gli Exallievi si sono impegnati ad attivare e sostenere, i nostri congressi…
Purtroppo tutte queste grandi realtà appena diventano passato non esistono più, quasi non fossero esistite, non sono mai esistite persone eventi, progetti, ogni volta si riparte daccapo, si riparte da zero. A nulla sembrano valsi gli sforzi e l’impegno di delegati come don Bruno Martelossi, don Cruccas, don Paternò, di presidenti ispettoriali come Zaccaria Albarano, come Rodolfo Graziano, di consiglieri nazionali come Luciano Cane, e di presidenti nazionali come Sudanese e Ciancio, solo per ricordare quanti ho avuto l’onore di conoscere e che oggi sono in Paradiso. Se si perde la memoria il rischio è di ripetere errori già fatti, parole già dette, cose già viste. Rischiamo di non portare a frutto il nostro passato a dare futuro a quello che si è raggiunto.
Il Rettor Maggiore nel corso della recente assemblea mondiale degli Exallievi ha detto che c’è bisogno di un Progetto storico, un progetto unico e condiviso. Quale progetto potrebbe caratterizzarci? Un progetto vero, che ci veda coinvolti con le nostre idee, con le nostre professionalità, con le nostre mani, per alleviare le sofferenze e le difficoltà dei giovani delle loro famiglie e di quanti dalla vita hanno avuto meno di noi.
È importante invece che ognuno di noi prenda decisioni coscienti e responsabili per essere ancora più coinvolti nelle attività delle nostre unioni. Dobbiamo far crescere una Associazione che sappia coinvolgere i propri associati. Credere in una Associazione che opera concretamente a favore della comunità, della Chiesa, della famiglia salesiana e dei giovani, vuol dire non allontanarsi da essa, non nascondersi dietro a sterili e distruttive critiche o a egoistici personalismi, vuol dire donarsi con tutto il cuore, con impegno e umiltà.
VENITE E VEDRETE dice il Rettor Maggiore alla famiglia salesiana riprendendo le parole di Gesù ai primi discepoli, e anche noi dovremmo poter dire lo stesso, ma perché ciò sia possibile è necessario realizzare una coscienza, una vera Coscienza Associativa. Dobbiamo ritrovare e diffondere una identità forte e aggiornata, frutto dell’evoluzione dei capisaldi spirituali, morali e umani che sono da sempre alla base della nostra Associazione.
Dobbiamo lavorare in tale direzione se vogliamo dare una risposta concreta se vogliamo coinvolgere quanti si vogliono riconoscere nella nostra Associazione e fornire validi motivi per attrarre i giovani e i lontani, ricordando che l’estensione dell’associazione dipende in primo luogo dalle singole unioni e dall’impegno di quanti cercano di dirigerle e di coordinarle.
Occorre incrementare la nostra formazione e assisterci l’un l’altro costantemente. La formazione deve riguardare in assoluta priorità gli aspetti più autentici di una convinta identità del nostro essere Exallievi di Don Bosco.
L’impegno sociale può rappresentare la faccia operativa della nostra associazione, ma occorre definirne con chiarezza i contenuti e la vocazione spirituale e sociale. L’impegno a favore dei giovani rimane il motore di ogni nostra azione, ma anch’esso ha bisogno di essere aggiornato specialmente in questi tempi di progressiva globalizzazione non soltanto economica in cui mentre si rendono sempre più evidenti i bisogni dell’umanità ognuno, per converso, tende a rinchiudere il proprio orizzonte nel più esasperato egoismo.
Certo un rinnovamento così non è cosa da poco: occorre metterci entusiasmo, disponibilità e coinvolgimento, e occorre che ognuno abbia uno spiccato senso di appartenenza, e una vera motivazione. Certo è che se la nostra associazione riuscisse, con l’impegno di ognuno, con l’esempio, con l’azione, con la lealtà e l’intensità dei valori messi in campo, a ridare fiducia a tutti gli iscritti, potrebbe aiutare i giovani ad avere maggiore stima e rispetto per se stessi e per il loro futuro che sembra mancare, tanto nei valori condivisi, quanto nella reale possibilità di realizzare i propri sogni. Se ci impegniamo a costruire un mondo più giusto per tutti, una società davvero pacificata, sarebbe più facile dire cosa fanno gli Exallievi di Don Bosco.
E nonostante errori e sacrifici Don Bosco sarebbe contento di noi.


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