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FEDERAZIONE ITALIANA
 EXALLIEVI ED EXALLIEVE DI DON BOSCO

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Comunicazioni del Delegato Mondiale

PRIMA COMUNICAZIONE DEL DELEGATO MONDIALE DEGLI EXALLIEVI ED EXALLIEVE DI DON BOSCO
Don José Pastor Ramirez
 
Prot. 09/0219
Roma, 26 febbraio 2009
 
Cari Sigg. Ispettori, Confratelli Salesiani, Presidente Confederale, Vicepresidenti Confederali, Segretario Generale, Tesoriere Confederale, Membri tutti della Presidenza Confederale, Federazioni Nazionali e Ispettoriali, Exallievi Laici e Sacerdoti Delegati tutti.
 
Con molto piacere faccio a tutti voi la mia prima comunicazione di animazione come Delegato Mondiale degli Exallievi di Don Bosco.
Quando sono stato nominato dal Rettore Maggiore, Don Pascual Chàvez Villanueva nel mese di giugno 2008 come Delegato Mondiale degli Exallievi ed Exallieve, mi sono detto, io non sono degno di tale fiducia. Ciò proprio perchè sono consapevole che gli Exallievi sono il frutto più prezioso del lavoro educativo-pastorale dei salesiani di Don Bosco nel mondo. In verità ho accettato il compito perché sono sicuro di non essere da solo. Lavoreremo insieme per fare più forte la nostra Confederazione, continueremo rafforzando in senso di appartenenza ad essa ed alla Famiglia Salesiana, avendo sempre come padre il Rettore Maggiore. Egli stesso ci ha annunziato nella strenna 2009: "impegniamoci a fare della Famiglia Salesiana un vasto movimento di persone per la salvezza dei giovani".
Ringrazio a nome del Rettore Maggiore, della Confederazione ed il mio personale, per il lavoro qualificato svolto da Don Jeronimo Monteiro come Delegato Mondiale degli Exallievi ed Exallieve nel passato sessennio. Il Signore e Maria Ausiliatrice assistano lui nella nuova ubbidienza nella Ispettoria d'origine.
Sono a disposizione dei salesiani e degli Exallievi ed Exallieve nel mondo. Il mio incarico è animare, accompagnare, portare avanti la Confederazione insieme a voi. Quindi, sono disposto ad essere tra di voi quando lo desiderate.
L'articolo 28 b) dello Statuto dichiara che come Delegato Mondiale sono chiamato ad animare la Confederazione: "tale animazione viene attuata con interventi epistolari, contatti e visite per studiare le diverse realtà". La formazione dell'exallievo è fondamentale. Il Delegato ha il compito di curare e seguire i processi formativi di loro: "è il responsabile diretto della formazione permanente degli Exallievi ed Exallieve, specialmente di quelli giovani, a questo scopo si serve del contributo dei Vicepresidenti e di laici qualificati". Ha il dovere di curare le "pubblicazioni e sussidi per la formazione e l'animazione spirituale e culturale degli Exallievi ed Exallieve, specialmente per i dirigenti". Ho il dovere d'informare "il Rettore Maggiore e il Consigliere per la Famiglia Salesiana sull'andamento della Confederazione e delle varie Federazioni Nazionali e Ispettoriali e da loro riceve gli orientamenti". Vi assicuro di far sì che la Associazione continui sempre a crescere in identità, unità all'interno di essa e con la Famiglia Salesiana.
Sono cosciente che l'identità dei membri della Confederazione viene data loro dalla educazione ricevuta, cosi lo sottolinea lo Statuto: "Exallievi ed Exallieve di Don Bosco sono coloro che, per aver frequentato un oratorio, una scuola o una qualsiasi altra opera salesiana, hanno ricevuto in essa una preparazione per la vita secondo i principi del Sistema Preventivo di Don Bosco. L'educazione ricevuta richiama i vincoli di figliolanza, di riconoscenza, di testimonianza dei valori in essa contenuti, di capacità di servizio e di comunione nello spirito di famiglia" (1,a,b).
Il Capitolo Generale 22 dei salesiani definisce l'appartenenza degli Exallievi ed Exallieve alla Famiglia Salesiana. L'articolo 5 delle Costituzioni dei salesiani afferma: "Gli Exallievi ne fanno parte per l'educazione ricevuta. La loro appartenenza diviene più stretta quando si impegnano a partecipare alla missione salesiana nel mondo".
Sono convinto che l'attivo più importante e la cosa più preziosa che ha la nostra Confederazione sono i suoi membri. Per questo dobbiamo rafforzare la crescita a livello umano, cristiano e salesiano di tutti gli associati. Crescere nel senso di dedizione e d'appartenenza alla Confederazione e alla Famiglia Salesiana. Faccio un richiamo a tutta la Confederazione per investire i migliori sforzi e rafforzare i seguenti aspetti:
 
1. Centenario della Confederazione degli Exallievi ed Exallieve di Don Bosco
Don Bosco seguiva da vicino il gruppo degli Exallievi. Il primo inizio della Confederazione risale al 1870 per il giorno della sua festa, il 24 giugno. In quell'anno si riunirono ufficialmente una dozzina di antichi allievi; si diedero come capo il simpatico e generoso Carlo Gastini.
All'animazione don Filippo Rinaldi aggiungeva il senso lungimirante della necessità di un'organizzazione, inspirandone concretamente le modalità. Il 25 giugno 1909 lanciò l'idea di una Confederazione internazionale. La struttura nacque formalmente nel 1° Congresso internazionale degli Exallievi in 1911. Fino allora si erano chiamati "Antichi Allievi"; da quella data in poi (e già prima con don Rinaldi) si chiameranno "Exallievi" (Lettera del Rettore Maggiore Don Egidio Vigano ai salesiani su gli Exallievi di Don Bosco, Roma, 19 marzo 1987, pag. 10).
Nel 2011 celebreremo il centenario della Confederazione. Ritengo che è una magnifica opportunità per rilanciare e rafforzare in ogni membro il senso di appartenenza ad essa. È una opportunità stupenda per avviare una verifica della Confederazione a livello mondiale, nazionale e soprattutto, a livello locale. Senza dubbio, il rinnovamento dello Statuto sarà un'opportunità per ringiovanire gli associati nel mondo.
 
2. Rinnovamento dello Statuto
Abbiamo il compito di rivedere lo Statuto della Confederazione. Un lavoro che dovrebbe coinvolgere tutti gli Exallievi dal mondo. È veramente una grande responsabilità. Dobbiamo partorire un documento che risponda alle nuove esigenze odierne e che ci aiuti a rilanciare e rinvigorire la Confederazione. Sosteneva Abram Lincoln: "i dogmi del tranquillo passato non sempre servono per il presente tempestoso". Non soltanto dobbiamo sviluppare una nuova mentalità, ma anche implementare nuove destrezze e strumenti.
Sono più che sicuro che l'esperienza della revisione dello Statuto genererà all'interno della Confederazione una nuova Pentecoste. Ci aiuterà ad immettere la passione di Don Bosco ad ogni Exallievo ed Exallieva, sopratutto, a ringiovanire e rilanciare i centri locali nel mondo. Inoltre, lo Statuto ci aiuterà a rinforzare la nostra identità, a costruire la unità, a imprimere dinamismo e ad assicurare una struttura funzionale nella Confederazione. È veramente nei centri locali dove la Confederazione potrà valutare i frutti della educazione ricevuta dai salesiani.
Secondo me, la grande sfida in questo momento è acquisire nuovi paradigmi. C'è una ragione molto semplice per cui ci sono tante persone insoddisfatte con il loro lavoro, che la maggioranza delle organizzazioni sia incapace di approfittare del talento, dell'ingegno e della creatività delle persone. La vera ragione è un paradigma incompleto di chi siamo, della concezione fondamentale della natura umana. Noi esseri umani non siamo delle semplici cose che si debbono semplicemente controllare. La realtà è più profonda, gli esseri umani hanno quattro dimensioni che debbono essere soddisfatte e valorizzate: corpo, mente cuore e spirito. Cioè, stiamo parlando delle colonne fondamentali del Sistema Preventivo di Don Bosco: ragione, religione ed amorevolezza.
La visione parziale dell'essere umano ci può trasformare in cose. Allora ci domandiamo che facciamo con le cose? Le controlliamo e le dirigiamo. Soltanto quelli che sono rispettati come persone sanno decidere per la cooperazione gradevole, l'impegno genuino e la passione creativa.
Gli Exallievi ed Exallieve nel mondo hanno delle realtà cosi diverse e variegate tali per cui uno Statuto Generale non può rispondere alle loro esigenze. Perciò, propongo di pensare alla possibilità di formulare Regolamenti Regionali, Ispettoriali o Nazionali. Il Regolamento consiste in un documento elaborato dagli associati in ogni realtà, che raccoglie le procedure e le pratiche proprie. Penso che esso contribuirà all'unione e alla solidità della Confederazione a livello locale.
Nella misura in cui viviamo il carisma salesiano con le sue caratteristiche: spirito di famiglia, vicinanza, fraternità ed amicizia rispondiamo alla persona nel suo insieme. Il risultato immediato sarà: la partecipazione, l'impegno, la disciplina e la passione. Cioè, stiamo parlando principalmente delle attitudini che fanno dinamico il Sistema Preventivo di Don Bosco.
 
3. Struttura della Confederazione
Fortificare la struttura organizzativa della Confederazione conferirà ad essa solidità, maturità, significatività e sopratutto, assicurerà che essa sia credibile a livello sociale ed ecclesiale. Soltanto cosi si rende realtà la missione che ci viene consegnata per l'educazione ricevuta. L'accompagnamento e l'animazione locale deve essere pratica e funzionale, ci deve portare alla coesione degli associati.
Il direttore della casa salesiana o colui che è stato delegato, insieme alla equipe direttiva degli Exallievi ed Exallieve devono cercare che gli associati diventino uomini e donne con un alto impegno sociale ed ecclesiale.
 
4. Conoscere profondamente Don Bosco
Il Capitolo Generale (CG) 26 è un documento dei salesiani. Il contenuto è il risultato di un lungo cammino di studio, analisi e riflessione dei salesiani nel mondo. Loro hanno identificato delle urgenze che toccano non soltanto ai salesiani, ma anche a tutta la Famiglia Salesiana. La prima urgenza ha a che vedere con la conoscenza della persona, della pedagogia e della spiritualità di Don Bosco. Nella misura in cui conosciamo e viviamo la spiritualità del Santo dei giovani si rafforza la nostra identità come Exallievi ed Exallieve di Don Bosco. Come conseguenza immediata avremo l'impatto positivo nei luoghi e nella realtà culturale nella quale svolgiamo il nostro lavoro.
Il CG26 indica nella prima linea d'azione del primo nucleo, ripartire da Don Bosco: "impegnarsi ad amare, studiare, imitare, invocare e far conoscere Don Bosco, per ripartire da lui" (8). Per noi Exallievi ed Exallieve è una provocazione che non possiamo rifiutare. Secondo il CG26 è urgente "convertire mentalità e modificare strutture, passando da una conoscenza superficiale di Don Bosco ad uno studio serio e impegnato della storia, pedagogia, pastorale e spiritualità del nostro Padre…" (7). I risultati salteranno subito alla vista: un'azione più convinta mossa dalla stessa passione di Don Bosco, l'unità con la Famiglia Salesiana sarà più visibile, dimostreremo che siamo "un vasto movimento di persone per la salvezza dei giovani", cioè lavorare con i giovani, per i giovani e tra i giovani sarà qualcosa di normale e di piacevole.
Il riconoscere che siamo esseri umani fragili, a volte il fuoco interiore si spegne. È in questo momento che il rapporto con Dio e con l'altro, fa riaccendere questo fuoco interiore.
Inoltre è importante il riconoscere che i problemi significativi che affrontiamo ogni giorno non possono avere soluzioni nello stesso livello di pensiero in cui furono creati.
 
5. Alcuni modi di partecipazione degli Exallievi ed Exallieve alla missione di Don Bosco
La maggioranza delle proposte le ho prese dalla lettera circolare del Rettore Maggiore, Don Egidio Viganò ai salesiani su gli Exellievi di Don Bosco, 19 marzo, del 1987. Le indicazioni fatte dal Rettore Maggiore hanno attualità e per quello ve le ripropongo.
a) La formazione permanente degli associati
Chi non si forma si anchilosa e rallenta i processi di sviluppo e crescita della istituzione di cui fa parte. La mancanza di formazione fa di noi persone impaurite, attaccate alle strutture, alle esperienze, alle pratiche, a modi d'agire e a paradigmi che furono buoni nel passato, ma che oggi hanno perso forza, attualità e non dicono niente alla società.
È urgente attualizzare la formazione ricevuta. È il cammino che porterà la Confederazione al raggiungimento degli obiettivi importanti, soprattutto, conservare e sviluppare i principi che furono alla base della loro formazione, per tradurli in autentici impegni di vita. Saper far programmare e far funzionare iniziative di formazione permanente, servirà a irrobustire la qualità dei Centri o Unioni locali e delle Federazioni ispettoriali per la loro partecipazione alla missione (cfr. Lettera Don Egidio Viganò, pag. 30).
b) L'unità e la solidarietà tra gli associati e di essi con la Famiglia Salesiana
Il titolo d'appartenenza per l'educazione, collega facilmente la Confederazione a tutti i membri della Famiglia Salesiana. L'unità e la sinergia dell'Associazione con questi gruppi della Famiglia Salesiana diventa una sfida per i prossimi anni. Essere presenti agli incontri della Famiglia Salesiana quando sono convocati i diversi gruppi. Partecipare ai progetti in comune con i gruppi ci aiuterà a rafforzare l'unità, la crescita insieme e la progettazione comune.
I nostri rapporti continueranno a crescere nella misura in cui ci formiamo insieme, lavoriamo insieme e progettiamo insieme. Cioè, crescere nello spirito di comunione all'interno della Famiglia Salesiana. Approfondire la spiritualità salesiana. Come famiglia conviene aprirci ad altri gruppi ed istituzioni per andare incontro alle diverse necessità umane.
L'unità col Rettore Maggiore, successore di Don Bosco, e col suo magistero è fondamentale. Lui è il padre di tutta la Famiglia Salesiana e come tale ci orienta.
Un Exallievo ed una Exallieva vive la carità attraverso l'unità e la solidarietà con gli associati. Don Bosco propone agli antichi allievi una "Società di mutuo soccorso" per far fronte alle difficoltà: "fate che questo vantaggio non si limiti solo a voi, ma si estenda a quei giovani di buona condotta che uscissero dall'Oratorio, od a quei compagni che già voi conoscete, ed a tutti voi che siete radunati qui" (Memorie Biografiche, 13, pag. 758).
Siamo chiamati a stabilire delle strategie ben chiare per attrarre quegli Exallievi ed Exallieve che si sono allontanati per diversi motivi.
c) Lavorare per la stabilità e i diritti delle famiglie
Oggi, più che mai, il sistema familiare insidiato da una vera crisi mondiale si è indebolito. "La famiglia è minacciata non solo dal diffuso relativismo etico, ma anche da processi di delegittimazione istituzionale. Si giunge fino alla disgregazione e al riconoscimento di altre forme di unioni, con conseguenze gravi sul piano educativo, quali l'abbandono dei minori, le convivenze imposte, le violenze intrafamigliari" (CG26, 102). Oggi è comune vedere adolescenti che hanno fatto della strada la loro dimora, la loro casa.
Bisogna cominciare dalla propria famiglia. Coinvolgersi nei diversi movimenti della Chiesa che hanno cura della famiglia e del rapporto delle coppie. Il Santo Padre Benedetto XVI all'Udienza ai Capitolari diceva: "La vostra pastorale giovanile, quindi deve aprirsi decisamente alla pastorale familiare" (CG26, pag. 125).
d) L'educazione e la evangelizzazione della gioventù
Il CG26 indica che "è sempre Don Bosco a chiederci di affrontare con audacia le sfide giovanili e di dare risposte coraggiose alla crisi di educazione del nostro tempo, coinvolgendo un vasto movimento di forze a beneficio della gioventù" (2).
Gli Exallievi oggi sono chiamati a identificare progetti educativi che rispondano alle necessità dei giovani ed andare loro incontro. Accompagnare loro ad assumere la responsabilità della propria esistenza.
"Siamo convinti che l'evangelizzazione propone all'educazione un modello di umanità pienamente riuscita e che l'educazione, quando giunge a toccare il cuore dei giovani e sviluppa il senso religioso della vita, favorisce e accompagna il processo di evangelizzazione: "senza educazione, in effetti, non c'è evangelizzazione duratura e profonda, non c'è crescita e maturazione, non si dà cambio di mentalità e di cultura" (Benedetto XVI, Lettera a Don Pascual Chàvez Villanueva, Rettore Maggiore dei Salesiani, in occasione del Capitolo Generale XXVI, 1 marzo 2008, 4).
Il messaggio del Sinodo della Parola risalta quattro icone che gli Exallievi sarebbe bene avessero nella loro pastorale e nella propria vita. La voce della Parola: La Rivelazione; il volto della Parola: Gesù Cristo; la casa della Parola: La Chiesa; le strade della Parola: La missione.
e) Seguire e curare con attenzione gli allievi al momento che stanno concludendo il loro curriculum formativo.
Stabilire dei contatti con gli allievi che stanno finendo il loro curriculum-itinerario formativo nella casa salesiana. Dare loro le motivazioni di appartenenza alla Confederazione degli Exallievi di Don Bosco. Far loro vedere i vantaggi di essere tesserati nella Confederazione. Si potrebbe, per esempio, creare una banca dati per assicurare il contatto, la vicinanza ed andare incontro a loro. Creare dei mezzi di comunicazione nazionale o ispettoriale come viene indicato nello Statuto Generale (Cfr. 36, a-d).
Don Egidio Viganò, Rettore Maggiore, nella Lettera Circolare del 19 marzo 1987 ai salesiani, diceva: "Sappiamo quanto Don Bosco amasse i suoi allievi; terminato il loro curricolo educativo, non li dimenticava, li seguiva, li aiutava, li invitava, li accoglieva, li incoraggiava, li orientava ancora, li ammoniva se fosse il caso, si preoccupava del loro bene soprattutto spirituale" (pag. 7).
Le nostre strutture, Mondiale, Nazionali, Ispettoriali, hanno valori solo se servono ad animare i centri locali, che sono il cuore pulsante dell'Associazione. È questo il posto dove si debbono realizzare i nostri ideali.
f) Il volontariato e gli Exallieve ed Exallieve
Il volontariato è una proposta stupenda. Esso cerca gli associati che vivono la solidarietà all'interno ed all'esterno della Confederazione. Si potrebbe approfittare delle strutture che ormai esistono nella Famiglia Salesiana in modo che gli Exallievi ed Exallieve possano condividere la loro vita e il loro tempo con dei gruppi sociali, soprattutto, di giovani che hanno bisogno d'accompagnamento. È una opportunità unica per i membri giovani della Confederazione: scoprire e rafforzare la loro vocazione di servizio altrui nella Chiesa e nella società.
g) I mezzi di comunicazione sociali e la Confederazione
Sono sicuro che nel mondo ci saranno molti Exallievi ed Exallieve coinvolti nei mezzi di comunicazione sociale. Quelli che stanno lavorando in questo campo dovrebbero essere coscienti che sono educatori dei giovani, difensori dei valori delle famiglie, rappresentanti della Famiglia Salesiana e figli della Chiesa, che la amano, la difendono e la curano. Quelli che non lavorano direttamente nella comunicazione sociale siano coscienti che vi sono molteplici modi per arrivare agli altri in modo positivo, attraverso i mezzi di comunicazione che hanno a loro disposizione.
 
Conclusione
Gli Exallievi ed Exallieve sono chiamati a sviluppare le loro potenzialità di leader-ship per incidere positivamente nella società di oggi. Una volta ha detto Warren Bennis "che esercitare la leader-ship, consiste nella capacità di portare la visione alla realtà". Oggi avvertiamo l'urgenza di rinforzare l'unità e il dinamismo della Confederazione, soprattutto, a livello locale. La leader-ship è capace di creare una realtà che incita la gente a "voler fare" e non a "dover fare". Cerchiamo con tutti i mezzi che gli Exallievi ed Exallieve siano elementi trasformatori della società e del mondo, che "vogliono fare". Abbiamo bisogno di diventare una Confederazione con dei membri che hanno "visione", "disciplina", "passione" e "coscienza".
La "visione" significa vedere con l'occhio della mente quello che è possibile fare tra la gente, nei progetti e nella Confederazione. Diceva Theodore M. Hesburgh, Rettore della Università di Notre Dame: "L'essenza stessa del leader-ship è la "visione"; non si può suonare una tromba con indecisione". La "disciplina" è il prezzo che si paga per portare la visione alla realtà. La "disciplina" sorge quando la "visione" si unisce all'impegno. La Confederazione è chiamata a rafforzare l'impegno. La "passione" sorge quando la necessità umana si sovrappone al talento personale. Nei rapporti umani la passione include la compassione. La "coscienza" è il senso morale interiore di quello che è buono e di quello che è cattivo. È la forza che guida la "visione", la "disciplina" e la "passione".
Quando la coscienza governa la "visione", la "disciplina" e la "passione", la leader-ship permane e si operano cambi positivi nel mondo. La sfida degli Exallievi ed Exallieve è diventare uomini e donne di coscienza per cambiare il mondo. La chiave per costruire e vivere la "passione" nella nostra vita è scoprire la vocazione personale. È fondamentale quindi, conoscere se stessi prima di decidere quale lavoro che vogliamo fare.
La "coscienza" di solito offre il perchè, la "visione" identifica il che (quello che cerchiamo di ottenere), la "disciplina" rappresenta il come (la maniera di ottenerlo) e la "passione" rappresenta la forza dei sentimenti che ci sono dietro al perché, del che e del come.
Quando non si sa dove andare, si può prendere qualsiasi cammino per arrivare a qualsiasi posto, ma gli Exallievi sanno dove andare, per questo prendono la strada giusta che li porta alla meta prevista: l'unità, il lavoro, la testimonianza, l'identità, il "mutuo soccorso".
Nei rapporti umani si possono trovare cinque cancri emozionali che generano metastasi delle cellule malate delle persone e delle culture. Gli Exallievi facciano di tutto per evitare questi cancri, perché gli effetti sarebbero disastrosi: la Confederazione potrebbe diventare così polarizzata, così divisa, che risulterebbe quasi impossibile offrire un'alta qualità dei suoi membri ad acquistare gli obiettivi di essa. I cancri sono: il criticismo, il lamento, la comparazione, la competizione e la disputa. Diceva Mahatma Gandhi che "un uomo non può agire in maniera corretta in un ambito della vita, mentre si dedica ad agire in maniera scorretta in qualsiasi altro ambito. La vita è un tutto indivisibile".
Inoltre, una grande maggioranza delle organizzazioni laiche e religiose che soffrono dei problemi, hanno sviluppato una cecità funzionale ai loro difetti. Non soffrono perchè non possono risolverli, ma perché non possono vederli. Einstein lo esprimeva cosi: "I problemi significativi che affrontiamo non possono avere soluzioni nello stesso livello di pensiero in cui stavamo quando furono creati".
Sono sicuro che faremo un'eccellente equipe di animazione e di governo della Confederazione con l'unico scopo che l'educazione ricevuta dia i sui frutti. Avanti! Il futuro ci sorride, saremo forti e grandi come voleva Don Bosco.
Il Signore, Maria Ausiliatrice, Don Bosco e il Beato Filippo Rinaldi ci insegneranno ad essere discepoli e apostoli di Cristo, facendo leva sui valori, sentimenti ed ideali trasmessi attraverso l'educazione salesiana.
In Don Bosco Santo,
Don José Pastor Ramirez
Delegato Mondiale Exallievi ed Exallieve

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