Riflessioni sul tema
Il Forum Nazionale di Bioetica - voluto dalla Presidenza della Federazione Nazionale Exallievi ed Exallieve di Don Bosco, e svoltosi a Roma dal 10 all’11 novembre 2007 - costituisce l’occasione per una svolta “epocale” nella vita della Federazione: sarà veramente una svolta se gli ex-allievi lo vorranno. Insomma si tratta di questo: la vitalità del carisma educativo di Don Bosco e della Sua Società - testimoniata proprio dagli ex-allievi - rischia di avviarsi all’esaurimento in una realtà sociale frammentata e variegata, confusa ed assordata nei suoi riferimenti valoriali dal frastuono delle voci dell’individualismo edonistico, dell’egoismo esasperato, del materialismo che si erge a criterio morale comune.
Di fronte a ciò non può bastare il consolante ritrovarsi di tanto in tanto per confermare reciprocamente quanto rilevante sia stato per tante esistenze l’incontro giovanile con Don Bosco e con i suoi figli, occorre confermare che - se una Associazione degli exallievi si è formata raggruppando una porzione attiva del più vasto Movimento di coloro che custodiscono fedeltà al carisma di Don Bosco in nome della educazione ricevuta - ciò avviene per dare realizzazione allo scopo precipuo per cui Don Bosco fu mandato dalla Provvidenza nel mondo: annunciare che il Regno di Dio e l’annuncio evangelico non si attendono <<standosene neghittosi>> (come egli stesso diceva), ma rendendolo visibile fin da ora (“Da mihi animas. Coetera tolle>>) per quello che l’esistenza umana è nella sua concretezza. Lo sguardo verso il regno dei cieli non fa né trascurare né disprezzare i bisogni concreti, il gioco, la vita, anzi ne scopre ed esalta il senso per la vita umana. Per questo Don Bosco non separò mai la ricerca della salute dell’anima dall’impegno per la salvezza del corpo.
E’ dunque necessario che gli Exallievi si schierino sul fronte della storia, a testimoniare che la vita ci è cara in tutte le sue manifestazioni ed i suoi momenti, da quelli vigorosi e felici a quelli indeboliti e dolorosi, specie ora in cui la vera sfida morale è concentrata sui temi del nascere, del vivere dignitosamente, del morire. La bioetica appare come il vero grande terreno di confronto tra culture e concezioni etiche del nostro tempo e di quello prossimo venturo.
Per questa ragione la grande intuizione della Presidenza di dare un obiettivo così significativo alla Federazione, esaltandone il ruolo di movimento di cattolici organizzati nella dimensione temporale, ha avuto un riscontro felice nella riuscita del Forum. L’urgenza educativa di dare su temi di tale delicatezza messaggi che richiamino i principi morali per i giovani (sui quali è invece facile che la banalità utilitaristica riesca a fare presa coi suoi messaggi superficiali, che indicano le vie della esaltazione della solitudine e della convenienza materiale) è stata condivisa da relatori e partecipanti al Forum, dal quale è infine scaturito un solenne Manifesto che sarà necessario diffondere, far conoscere e condividere nelle comunità salesiane di tutta Italia (e poi - perché no ? - anche al di là dei confini nazionali) per esaltare il valore della vita umana.
Dal Forum è scaturito anche un programma di indirizzo, che faccia da volano alla auspicabile attività diffusa in tutte le sedi: un Osservatorio permanente di Bioetica il quale a livello nazionale raccolga iniziative e indagini che dalle singole sedi delle Unioni confluiscano nella sede di Via Marsala, e avviando anche qualche iniziativa formativa per aree geografiche o macro-regioni; formazione in almeno quattro Federazioni ispettoriali - quelle che già dispongono di collaboratori ed esperti. Come è apparso chiaro al Forum, in grado di avanzare subito proposte e iniziative - e che comunque almeno siano presenti nelle diverse aree del paese (una al Nord, una al Centro, una al Sud, una nelle Isole), per avviare un processo che “copra” in seguito tutte le Federazioni ispettoriali; consolidamento di questo tema negli organi di stampa degli Exallievi (che sono abbastanza numerosi e qualificati); infine istituzione di un Forum annuale di verifica e di promozione progressiva delle attività.
Questa novità costituisce - nell’intenzione e nell’intuizione - una svolta epocale nella storia ormai secolare degli Exallievi di Don Bosco. Sarà veramente tale se troverà rispondenza generosa e competente nelle Unioni, fino a divenire contagiosa per tutte le comunità e le Case dei Figli di Don Bosco e delle FMA. Le difficoltà che oggi il mondo cattolico vive di fronte a queste nuove sfide potrebbero avere così una risposta da un fronte generoso e ricco di dinamismo giovanile: quello dei ragazzi di Don Bosco, dei ragazzi che dai cortili salesiani hanno ricevuto in dono l’eterna giovinezza.
Pino Acocella
Exallievo dell’Unione “A. Rinaldi” di Salerno


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