A Milano si è svolto il 3° Forum di Bioetica degli Exallievi di Don Bosco, sul tema “L’alleanza Terapeutica”.
Premessa è la considerazione delle gravi difficoltà che attraversano la Sanità, e soprattutto quella pubblica, puntellate, anche, da scandali giudiziari, in un momento nel quale sembra dominare un contrasto fra pazienti e medici, cui non è estranea parte pubblica, con scelte che non sempre sembrano favorire l’armonia, l’alleanza, fra loro.
Un primo elemento emerso è la povertà, relativa, nell’investimento pubblico in Sanità, (circa il 6,8% del PIL), straordinariamente inferiore a quello di Francia (8,4%) e Germania (8,22%), a fronte di una Sanità peraltro percepita -mediamente- come insoddisfacente da parte del cittadino (tranne per quanto concerne la Medicina di Famiglia).
Altro motivo di difficoltà, se non di vera crisi, è la difficoltà deontologica del medico a ben operare di fronte a obblighi (orari ridotti, turni massacranti, stipendi definibili solo come modesti, precariato che avanza, pressioni per interessarsi primariamente al budget) che lo coartano.
La conclusione è stata la necessità di un nuovo rapporto fra le parti, rispettoso delle professionalità, ma che ponga al centro il malato, con le sue reali necessità, considerando che il diritto alla salute è tutelato autorevolmente dalla Costituzione stessa (art. 32):
una “Nuova Alleanza Terapeutica” in cui si debba:
- individuare i soggetti che realizzano la cosiddetta Alleanza Terapeutica: non solo medico curante e persona malata, ma anche famiglia, società civile e istituzioni in un rapporto di stretta correlazione (corresponsabilità) oltre che di responsabilità in una alleanza articolata e complessa che non lasci solo il malato nella decisione terapeutica;
- stabilire l’importanza del prendersi cura in senso globale, e quindi non solo del curare (somministrare farmaci o eseguire interventi), attraverso attenzione, ascolto, prossimità, informazione corretta ed esaustiva (consenso informato), secondo scienza, coscienza e sapienza, finalizzata alla tutela della vita, della saluta fisica e psichica (benessere) della persona malata, intesa come soggetto unico e irripetibile;
- ribadire la libertà e l’indipendenza del medico rispetto a ogni condizionamento esterno di ordine economico o utilitaristico, nel rispetto dei principi di equità e dei principi ispiratori dell’arte medica (come sintetizzato nel giuramento di Ippocrate attualizzato), con tutela efficace dei suoi obblighi deontologici.
- rifinanziare adeguatamente la sanità pubblica, individuando e neutralizzando le aree di spreco, se non di illecito, fino a portarla, come contenuti e come modalità di gestione, al livello dei migliori e più moderni paesi europei.


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