Buongiorno del Rettor Maggiore e proclamazione del Presidente Mondiale all'Assemblea Mondiale Elettiva
Buongiorno! Questa è un’assemblea elettiva per cui direi che il momento più importante è proprio questo in cui viene proclamato il nuovo Presidente dell’Associazione della Confederazione Mondiale degli Exallievi ed Exallieve di don Bosco…
Ascolta la voce del Rettor Maggiore
Ma prima di dire colui che ho nominato, dopo aver sentito tutti e 3 i candidati i cui nomi mi sono arrivati (Hulio Castillanos, Francesco Muceo e Victor Vaz) vorrei dirvi prima di tutto che l’Associazione degli Exallievi ed Exallieve di don Bosco sta per celebrare il centenario della fondazione. Nel 1911 l’allora vicario del Rettor Maggiore Don Filippo Rinaldi fondò questa associazione a cui voi appartenete e che posteriormente fu riconosciuta come gruppo ufficiale della Famiglia Salesiana. Vuol dire allora che celebrare un centenario è una cosa molto importante: nella vita di una persona, perché sono poche le persone che raggiungono quell’età, ma anche nella vita delle istituzioni tante cose che sorgono e che dopo pochi anni spariscono…
La nostra Associazione, dopo cento anni, non è invecchiata, anzi al contrario sta vivendo il suo primo centenario e restano ancora secoli di storia da scrivere… Sarà importante però celebrare bene il centenario, non facendo fuochi di artificio, che a niente servono (fireworks), ma cercando veramente di portare l’associazione dove deve stare oggi. E allora vi dico che cosa si attende il Rettor Maggiore dagli Exallievi, e come al solito parlo in 3 punti che sviluppo.
Il primo: gli ex allievi possono essere, possono essere classificati in 4 grandi categorie.
La prima categoria è quelli che considerano l’essere stato allievi di una opera salesiana come un aneddoto della loro vita, cioè è accaduto che sono venuti in una opera nostra; ma non si sentono affatto identificati con don Bosco. Semplicemente dicono:‘Sono stato in un’opera salesiana’. Anzi, alcuni forse si pentono di essere stati dai salesiani. Allora c’è una prima classe di ex allievi che sono praticamente irrilevanti per l’associazione…e forse questi sono la maggioranza, la stramaggioranza di persone che semplicemente dicono ‘Sono stato sai Salesiani’.
C’è invece un secondo gruppo che considera l’essere stato allievo di don Bosco una benedizione, una grazia…sono quelli che veramente si sentono riconoscenti verso don Bosco. Considerano che sia stata una benedizione che don Bosco ha marcato la loro vita. Di questi troviamo moltissimi, che forse non appartengono all’Associazione, alla Confederazione… che però sono a volte i più generosi, i più aperti, i più collaborativi, che li trovi sempre disponibili quando hai bisogno e sono fieri di essere stati salesiani, anche se non appartenenti all’Associazione.
Il terzo gruppo è di quelli che considerano l’essere salesiano come una missione. Coloro che dicono:‘Io ho ricevuto dei valori, ho avuto la fortuna di un’educazione ed io vorrei che altri avessero la stessa opportunità che io ho avuto’. Conosco tanti di questi ex allievi che dicono ‘Io pago una borsa di studio per un giovane povero perché possa avere la grazia dell’educazione salesiana. Io mi do da fare perché veramente è un’opera salesiana sorga in questo ambiente. Io collaboro perché resti l’opera salesiana’. Cioè lì la considerano una missione, la missione di arricchire la società con i valori imparati nell’esperienza salesiana. Allora abbiamo un terzo gruppo che era questo…
E finalmente viene il quarto gruppo: quelli che considerano l’essere stato allievo o allieva di don Bosco come un progetto di vita, non come una missione, ma come un progetto di vita cioè di coloro che dicono ‘io devo unirmi ad altri, devo praticamente rendere presente questa presenza perché ha tanto da offrire, tanto da contribuire alla trasformazione del tessuto sociale’. Allora sorgono i gruppi locali, sorgono le associazioni, sorge la Confederazione che ha un progetto storico concreto da sviluppare, da portare avanti.
Allora voi vedete che essere exallievo non si può classificare a tutti con lo stesso titolo. Coloro che lo considerano un aneddoto, coloro che pensano sia stata una grazia, coloro che pensano sia una missione e coloro che lo prendono come un progetto di vita.
Perciò la Confederazione la prima cosa che deve aiutare è maturare questa distinzione tra una e l’altra, aiutare a passare da una all’altra tappa della identificazione con don Bosco, con la famiglia Salesiana. Senza questo la Confederazione non va avanti! Perché non ha idee chiare, perché non ha manco chiaro cosa significa essere exallievo… Allora la prima cosa che io chiedo e a chi sarà nominato presidente, a chi saranno il gruppo di collaboratori, a voi delegati è aiutare a far passare da una all’altra tappa di questa minima o grande identificazione con don Bosco per avere una associazione forte con un progetto storico. Primo punto.
Di che cosa ha bisogno questa Confederazione? Come tutte le grandi istituzioni, l’Associazione, e dunque la Confederazione, ha bisogno di 3 cose: integrazione, formazione, progetto storico.
Il primo: dobbiamo cercare veramente di integrare, di far membri attivi gli Exallievi. Senza questo, il legame è molto debole, e perciò a livello locale sovente non esistono perché non c’è veramente il lavoro primo che è quello di integrare, di aggregare. E questo è un elemento che va prima di tutto sviluppato da quando noi abbiamo i nostri studenti nelle nostre opere, imparano che dopo c’è un’associazione che li attende, ma soprattutto nei centri locali che devono sviluppare questo primo grande elemento: fare sentire che sono membri attivi di una grande Associazione che appartiene alla Famiglia Salesiana. Questo ha bisogno di strategie naturalmente: quali strategie fare per far crescere la nostra associazione nei diversi livelli (locale, nazionale, federale, mondiale).
Il secondo, la formazione. Perché viviamo in una società che cammina ad una velocità ultrasonica. Oggi è molto più facile essere outdated, non updated… essere obsoleti. Voi sapete che i computer dopo 2-3 anni non sono più capaci di leggere le informazioni, di leggere i nuovi software… e hanno bisogno di cambiarlo, di aggiustarlo…e molte persone si sentono così, obsolete, incapaci già di leggere, di capire e dunque di reagire. Se noi vogliamo avere un’associazione con identità, con una grande rilevanza sociale dobbiamo, dicevo, aver persone con competenza professionale, con coscienza morale, con impegno sociale. E questo ha bisogno di un piano di formazione! Allora il secondo elemento, perché altrimenti per che cosa si radunano gli Exallievi? Io sovente dico che gli Exallievi si radunano in un pranzo per programmare la prossima cena, cioè nel senso che non vedo chiaramente qual è il programma che portano avanti, qual è veramente il piano…
Allora c’è bisogno di integrazione, c’è bisogno di formazione, c’è bisogno di un progetto storico: che cosa vogliamo oggi? A che cosa si sente chiamata questa Associazione?Altrimenti tutto si riduce all’assemblea di ogni 6 anni, che va bene, ci siamo sentiti bene, però si deve passare dal sentirsi bene ad avere progetti comuni condivisi… in modo tale che anche se stiamo sparsi in 132 paesi del mondo, in 5 continenti, in contesti tanti diversi abbiamo gli stessi goal, gli stessi obiettivi da raggiungere!
E per fare questo abbiamo bisogno di chiarezza…quale progetto storico?
Io sono il Rettor Maggiore della congregazione e posso dire qual è il progetto storico che abbiamo. Sarebbe brutto che qualcuno mi dicesse ‘Dove porti la congregazione?’ e io non sapessi dire dove la porto… sarebbe una grave irresponsabilità mia, perchè dire ad altri di farsi salesiani se non so perché cosa li voglio salesiani? È importante sapere verso dove stiamo camminando, qual è il progetto…Secondo punto.
Terzo punto. Don Adriano il primo giorno, nel suo saluto di buonanotte, ha insistito sul lavoro nei centri locali perché la vita si gioca sul posto… La vita non si gioca qui a Roma, si gioca sul posto dove viviamo! Perciò la prima cosa è il consolidamento dei centri locali, altrimenti abbiamo una testa senza corpo!E non serve a nulla! Perciò dovremmo continuare a dire che proprio perché la vita si gioca sul posto è l’ che dobbiamo darci da fare. C’è una responsabilità che è pure dei salesiani che è formare i delegati degli Exallievi, che prendano questo come un’autentica missione e non come qualcosa ‘se lo voglio fare lo faccio, se non lo voglio fare non lo faccio’. Allora è importante questo, però è importante anche la Confederazione perché questa ha una triplice finalità che è garantire l’identità, favorire l’unità e dare vitalità. Altrimenti dispersi in 132 paesi del mondo rischiamo di non avere una identità che ci accomuna. E la prima cosa è quale ruolo ha questa Confederazione Mondiale? E deve promuovere l’identità, perciò non possiamo andare avanti senza uno Statuto che definisce chi siamo, quale ruolo giochiamo dentro la Famiglia salesiana, nella società, nella Chiesa. Insieme all’identità deve venire l’unità in forma tale che, venendo da contesti diversi, da situazioni diverse, da religioni e confessioni diverse abbiamo una grande unità attorno, diceva don Adriano nel suo saluto, attorno alla figura di don Bosco. In tante parti non possiamo nemmeno parlare di Cristo…l’unica figura di cui possiamo parlare è don Bosco…Allora l’unità: attorno a che cosa stiamo uniti?
E finalmente la vitalità, il dinamismo: avere questa crescita continua a tutti i livelli… ecco mi premeva di fare, di dirvi queste tre cose in modo che il centenario che state per celebrare veramente dia questi frutti.
Io ho parlato con i 3 candidati, di cui mi sono stati dati i nomi: con Victor Vaz, con Francesco Muceo, con Hulio Castilliano che sono quelli che hanno preso il maggior numero di voti, sono la terna che è stata offerta al Rettor Maggiore.
Ho parlato con ciascuno di loro, ho visto la loro disponibilità, la situazione che stanno vivendo e vedendo un po’ la situazione attuale, vedendo che stiamo in un momento più sereno di 6 anni fa in cui potremmo davvero fare quello di cui ho indicato oggi, dopo essermi consultato e aver pregato, allora io proclamo Presidente Francesco Muceo.
Roma 2 ottobre 2010


Twitter
Myspace
Mister Wong
Digg
Del.icio.us
Yahoo
Technorati
Googlize this
Blinklist
Facebook
Wikio
