Con l’inizio del nuovo anno il Papa, in occasione della 43° Giornata mondiale della Pace, ha ricordato a tutti (credenti e non) che “se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato”.
Secondo le Scritture è Dio che ha creato il mondo in tutta la sua ricchezza, la sua varietà e il suo ordine.
Anche l’uomo è una creatura inserita in questo ordine. Anzi, egli è al vertice dell’opera della creazione.
Si tratta, credo, di comprendere però adeguatamente questo carattere privilegiato dell’uomo all’interno del creato.
Da una parte l’uomo è creatura fra le creature e dunque risulta legato a esse dal riferimento a una comune origine. Per un altro verso, il ruolo privilegiato che egli possiede fra le creature lo investe sia di un potere che di una responsabilità: potere e responsabilità di essere collaboratore di quel progetto divino che si è espresso nell’opera della creazione.
Oggi però assistiamo, da parte dell’uomo, a un esercizio senza controllo di quel potere che risulta da tale primato.
L’uomo, infatti, sta scoprendo sempre più la sua capacità di trasformare il mondo. Egli pensa di poter disporre arbitrariamente della terra, sostituendo il suo ruolo di collaboratore di Dio nel continuare l’opera della creazione con un potere indiscriminato.
Oggi è sotto l’occhio di tutti la situazione in cui ci troviamo. Invece di promuovere un’alleanza con la terra, l’uomo rischia di intendere la propria azione unicamente come una trasformazione radicale, se non un annientamento della natura stessa.
L’uomo d’oggi non persegue la custodia del creato, ma l’esercizio su di esso del proprio dominio. Non sperimenta la possibilità di un agire responsabile, ma il semplice sfruttamento delle risorse disponibili, senza pensare al domani.
Il “pensare al domani” diventa allora obiettivo e percorso condivisibile per vivere la Pace, amministrando con giustizia e saggezza le risorse della terra.
Accanto all’ecologia della natura esiste un’ecologia umana, che impone a tutti una “ecologia sociale”.
Ciò comporta per l’uomo d’oggi che vuole condividere l’esperienza della pace l’impegno a rispettare la natura, ma anche l’impegno educativo orientato a questo obiettivo.
L’esperienza, infatti, dimostra che ogni atteggiamento irrispettoso verso l’ambiente crea danni alla convivenza umana. Sempre più chiaramente emerge “un nesso inscindibile tra la pace con il creato e la pace tra gli uomini”, come ci ricordava Benedetto XVI nel suo Messaggio in occasione della Giornata mondiale della Pace nel 2007.
Tutto ciò che la terra produce e tutto ciò che l’uomo trasforma e confeziona a livello di conoscenza e di tecnologia è dunque destinato a servire in un’alleanza proficua lo sviluppo materiale e spirituale della famiglia umana.
Il mondo è la nostra casa comune: impegniamoci a rispettarlo e a migliorarlo. Non bisogna andare chissà dove, basta alzare lo sguardo attorno a noi.


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