Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana
Sommario: Vivere nella comunione la gioia di essere parte della famiglia Salesiana
È una gioia ritrovarsi sempre in maggior numero per le giornate di spiritualità della Famiglia salesiana. Siamo ormai alla 28a edizione! Il nostro trovarsi insieme come famiglia quest’anno ha avuto nel suo inizio un accorato e profondo ricordo delle vittime, del terremoto che il 12 gennaio scorso ha colpito Haiti. Don Adriano Bregolin, Vicario del Rettor Maggiore e primo animatore della Famiglia Salesiana (FS), ha introdotto i lavori invitando i partecipanti a pregare in silenzio per le centinaia di ragazzi e ragazze, per le loro famiglie, per i salesiani e per tutte le vittime del terremoto (in un’altra parte della nostra rivista troverete una presentazione della presenza salesiana a Haiti e un aggiornamento della situazione, ndr).
<<Portare il Vangelo ai Giovani! – ha ricordato don Bregolin riferendosi al tema della Strenna 2010 - I giovani concreti di oggi, li abbiamo ben presenti. Sono i giovani sazi di mille cose, ma affamati di senso della vita, sono i giovani che hanno mille forme di divertimento e tuttavia non si sentono felici. Molti altri sono giovani poveri abbrutiti spesso da condizioni di vita inaccettabili. Sono i giovani privati dei fondamentali diritti quali l’identità, la salute, l’educazione, la libertà.>>
Ci facciamo introdurre da una testimonianza del nostro vice presidente, Giancarlo Colombo, fedele partecipante alle giornate. <<Il tema ogni anno proposto; la presenza, quest’anno ancor più assidua, dei Superiori Maggiori, in particolare del Rettor Maggiore; la condivisione, gomito a gomito, in aula e nei laboratori, con tanti amici provenienti dalle varie esperienze della FS; la full immersion nel carisma salesiano a diverso modo rappresentato, ma univocamente vissuto: sono il mixer che da anni mi ha fatto "innamorare" di queste Giornate. […] Ti senti trasportato a vivere in pienezza tutti i momenti proposti. La preghiera che apre, guida, accompagna, chiude ogni giornata. Le "relazioni" che vengono offerte per arricchire non solo la mente, ma anche il cuore. Le testimonianze che ti fanno capire cosa significhi "mettersi in gioco" per la salvezza dei giovani. I "silenzi" che ti fanno cogliere pienamente il valore e la valenza della Parola … Ecco un momento di verifica e di confronto ad ampio raggio, che mi fanno mettere in discussione e mi chiedono costantemente, continuamente: ‘E tu Giancarlo, ex allievo, dove vuoi collocarti?’.>>
La prima relazione è stata affidata a don Giannantonio Bonato, direttore della casa salesiana di Bolzano.Essa, intitolata “Educare al desiderio”, ha segnato il primo passo del cammino che i partecipanti alle Giornate di Spiritualità hanno percorso: educare i giovani a esplicitare il desiderio di vedere Gesù, così come fece l’apostolo Filippo con i greci che gli chiedevano <<Vogliamo vedere Gesù>>. Don Bonato ha precisato che l’educazione deve fondare e rifondare un’antropologia che disponga al desiderio di incontrare Dio. <<Forse mai sentiremo dire ‘Vogliamo (desideriamo) vedere Gesù’ se non avremo l’intelligenza e la pazienza di educare il desiderio. Qui educazione ed evangelizzazione trovano uno dei più decisivi punti d’incontro, qui più che mai trova verità l’adagio salesiano che ‘evangelizziamo educando’ ed ‘educhiamo evangelizzando’.>>
Nella Buonanotte don Chávez ha condiviso con l’assemblea l’esperienza del cammino verso Santiago di Compostela, compiuto lo scorso settembre insieme al suo vicario don Bregolin. Ne ha tratto cinque insegnamenti che valgono per il cammino dell’educatore cristiano e salesiano:
- Mettere alla prova la propria resistenza;
- camminare insieme agli altri;
- pensare e dialogare con i compagni di viaggio;
- lasciar sgorgare dal cuore la preghiera di ringraziamento e di lode;
- non portare con sé nulla di più di quanto sia essenziale per giungere alla meta.
Una presenza che parla
La seconda delle giornate ha aiutato i partecipanti a sviluppare il tema dell’essere “discepoli autentici e apostoli appassionati” grazie da una relazione di don Juan José Bartolomé, biblista, e alcune testimonianze. La preghiera del mattino, guidata dal brano evangelico dei “discepoli di Emmaus”, ha aperto e tracciato la riflessione dell’intera giornata.
Don Bartolomé ha presentato e approfondito il brano dell’evangelista Luca. <<Tra i racconti pasquali quello di Emmaus appartiene a una serie di narrazioni di incontri col Risorto che hanno come funzione prima quella di proporre una precisa via di accesso all'esperienza pasquale. I racconti di apparizioni nacquero, con ogni probabilità, per dare forma narrativa alle prime affermazioni della resurrezione di Gesù. Trasformando in cronaca narrata il contenuto della fede più primitiva questa diventava accessibile, poiché presentava come verosimile un fatto, quello della Resurrezione, che era e rimane, nella sua origine, una confessione di fede.>>
Ha precisato che questa cronaca di un evento passato è, soprattutto, il paradigma di un riuscito cammino di fede, del quale si descrivono le tappe e i contenuti. La relazione, presentata come una vera e propria “lectio divina”, è stata seguita da una serie di risonanze e interventi dei partecipanti.
La seconda parte della mattinata è stata dedicata alla presentazione di tre esperienze di evangelizzazione vissute da gruppi della Famiglia Salesiana.
Pina e Armando Bellocchi, Salesiani Cooperatori della Sicilia, hanno condiviso la propria esperienza di famiglia che, grazie al carisma salesiano, si fa portatrice del vangelo di Gesù. Il cammino, iniziato insieme 34 anni fa col gruppo “CGS Life”, continua ancora oggi ad aggregare e formare tanti ragazzi.
Suor Paola Pignatelli, Figlia di Maria Ausiliatrice, ha presentato l’iniziativa di una presenza missionaria nel cuore della multietnica Torino, un progetto che ha avuto come criterio di ispirazione il mandato di Gesù: <<Andate per le strade>>. Allacciando relazioni cordiali e positive con le donne di diverse nazioni e fedi religiose e loro famiglie, le Figlie di Maria Ausiliatrice testimoniano la forza e la vitalità del Vangelo vissuto nel quotidiano. <<È proprio la presenza che parla, l’autenticità della vita, speriamo, quello che riusciamo a dire attraverso questo scambio, questa accoglienza, questo ascolto>>,ha affermato suor Paola.
La terza esperienza è stata affidata a padre Anderson Marçal, che ha descritto l’impegno di “Cançao Nova”,un movimento di laici internazionale impegnato nell’evangelizzazione, in modo particolare attraverso i mezzi di comunicazione. <<Siamo chiamati, prima di tutto, a diventare uomini e donne di Dio. - ha precisato padre Anderson - In tutto quello che facciamo, portiamo le impronte di quello che siamo. Presente nella realtà quotidiana dei consacrati, il carisma “Canto Nuovo” è la risposta alle necessità spirituali del giorno d’oggi e sorregge tutta la missione evangelizzatrice della Comunità, che è il lavoro santificato.>>
La celebrazione dell’Eucaristia, presieduta da don Pascual Chávez, ha fatto memoria della beata Laura Vicuňa, giovane argentina,allieva delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Felice coincidenza che ha ricordato quanto grandi siano i frutti del carisma di Don Bosco.
Suor Eulalia Marin, Madre Generale delle “Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria”, ha dato il tradizionale pensiero della Buonanotte all’assemblea dei partecipanti alle Giornate di Spiritualità.
La giornata si è conclusa con un suggestivo concerto gospel del“St. John Singers Gospel Choir”.
Portare il Vangelo ai Giovani nello Stile Salesiano
Questo il tema della terza Giornata. Don Bosco educatore ed evangelizzatore è stata l’icona che i partecipanti alle Giornate hanno contemplato nel terzo giorno di lavoro. A guidarci il quadro del Koeder, scelto dal Rettor Maggiore quale metafora della Strenna 2010.
Don Chávez, aprendo il suo intervento, ha ricordato il motivo profondo che spinge la Famiglia Salesiana ad andare verso i giovani: <<Non è per sensibilità pedagogica, per una particolare attenzione verso i giovani. Noi siamo stati inviati a loro!>>
Richiamando gli interventi dei giorni precedenti e ponendosi in continuità con essi, egli ha tratteggiato brevemente la realtà giovanile nei vari continenti da lui spesso visitati. La desacralizzazione diffusa che caratterizza l’Europa si sta riproponendo in America e richiede a evangelizzatori ed educatori di aprire nuove vie verso l’interiorità.
Citando alcuni modelli biblici di evangelizzazione si è soffermato su due vie figure: Abramo, prototipo del credente, e Maria che seppe accogliere e far propria la volontà di Dio.
<<Il mio sogno è proprio questo, vedere i giovani che incontrano Cristo e vi trovano il senso e la gioia della vita, la risposta alle loro attese e ideali, il loro ruolo nella Chiesa e nel mondo. - ha detto il IX successore di Don Bosco, concludendo il suo intervento - Il mio sogno è appunto di vedere i giovani come risorsa del presente, cui si devono offrire tutte le opportunità per lo sviluppo dei loro talenti e delle loro energie di bene, in modo da ringiovanire la società e la Chiesa.>>
Forte e perentoria la sua affermazione:<<La Chiesa non la ringiovaniremo se non la riempiremo di giovani!>>
La relazione di Don Chávez è stata seguita da una serie di domande e richieste di approfondimento prima di passare alle testimonianze. La prima testimonianza è stata è stata offerta da Andrea Baldini, coordinatore europeo del Movimento Giovanile Salesiano, che ha presentato il cammino e l’esperienza di evangelizzazione di questa realtà anche se essa ufficialmente non rientra nel novero della famiglia salesiana.
Don Joao Carlos, salesiano del Brasile, ha raccontato la sua esperienza di cantautore, attività che attraverso la musica gli permette di essere evangelizzatore della gente e dei giovani. <<La musica apre le porte del cuore al messaggio del Vangelo. Io scrivo e pubblico canzoni con dei messaggi e canto in spettacoli alla presenza di un numeroso pubblico.>>
Interessante l’esperienza dei salesiani dell’Ispettoria di Pila, in Polonia, che da anni propongono ai giovani pellegrinaggi e incontri di evangelizzazione anche nelle strade e sulle piazze. Questa esperienza, iniziata nel 1991 a Jasna Gora - quando Giovanni Paolo II lasciò ai giovani un mandato preciso: <<Andate e predicate>> - coinvolge migliaia di persone e giovani in un intenso cammino di fede.
In serata don Pier Luigi Cameroni, assistente mondiale dell’Associazione di Maria Ausiliatrice (ADMA), ha dato il pensiero dellaBuonanotte annunciando la celebrazione dell’assemblea mondiale dell’ADMA a Czestochowa nell’agosto 2011.
Hanno fatto seguito un breve concerto di don Joao Carlos e alcune danze e canti tematici presentati dal CGS Life di Catania.
Lasciamo la conclusione a Luisa Bertiato, vice presidente gex,presente a tutti gli eventi. <<Queste giornate state un'ottima occasione per fare esperienza di vita di famiglia, in un'ottica mondiale. Un’esperienza arricchente, di incontro e di crescita, utile anche per costruire nuove conoscenze e rafforzare vecchi legami con gli amici-fratelli già conosciuti e fare famiglia. Una vera occasione di fraternità che, come prima volta, mi ha caricato...In una sera abbiamo girato il Giappone, l'India, il Brasile e l'italiana Sicilia! Una vera dimostrazione di come Don Bosco marca il tempo del mondo, riprendendo le parole del Rettor Maggiore, e di come il carisma salesiano possa e debba influenzare il mondo stesso educando ed evangelizzando. Ora, come i discepoli di Emmaus che hanno riconosciuto Gesù, dobbiamo gridare al mondo e ai giovani che Dio ama tutti... E non possiamo stare in silenzio o tenerci questa scoperta per noi... Dio, attraverso l'esempio di Don Bosco, ci manda a diventare testimoni verso coloro che vogliono vedere Gesù perchè siano con noi in cammino verso il Signore. Mi auguro di poter tornare alle giornate il prossimo anno dove saranno celebrate, con la speranza di incontrare più giovani, più exallievi e più nazioni.>>
(Dalla cronaca di ANS)


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