logofederazioneoro
FEDERAZIONE ITALIANA
 EXALLIEVI ED EXALLIEVE DI DON BOSCO

Via Marsala, 42 - 00185 Roma
Tel. e Fax 06.44.68.522
nuovologo-169-web

W E B
www.exallievidonbosco.com
web@exallievidonbosco.com
Top Panel

Mi sento più salesiano tra queste famiglie povere e affamate

Lettere di un missionario in Pakistan
di A.C.
SOMMARIO: Don Pietro Zago, sdb, racconta le difficoltà che sta vivendo la popolazione del paese asiatico, colpito da calamità naturali.
In agosto, appena ho sentito in televisione le notizie che riguardavano le calamità naturali che hanno colpito il Pakistan il mio pensiero è andato a don Pietro Zago, il dinamico salesiano italiano che lavora da anni a Quetta, nella regione pakistana del Belucistan. Lo ho intervistato tempo fa e mi ha descritto l’ambiente in cui vive, pur tra le difficoltà, il modello di Don Bosco. <<Starà bene?>> Mi sono chiesto. <<E i suoi ragazzi staranno bene? E i membri dello staff? E le loro famiglie?>>
            Mi son fatto coraggio e, nonostante la paura di dar fastidio in un momento drammatico, gli ho scritto per sapere com’era la situazione. Egli mi ha risposto subito. Era il 18 agosto. Le sue parole rendevano la drammaticità della situazione e contenevano una richiesta di aiuto.
Andrea, cari saluti dai tre salesiani, dallo staff e dai mille studenti della nostra scuola “Don Bosco Learning Center”. Grazie del contatto che ci rende meno isolati e ci fa sentire parte di un mondo che speriamo più sereno e meno violento.
Ecco alcune notizie sulla tragedia che sta colpendo questa nazione Islamica già tanto provata da terremoti, guerre, massacri e miseria.
  1. Prima di tutto, e grazie a Dio per noi Quetta, capoluogo del Belucistan (una delle quattro regioni del Pakistan), non ha subito danni. Grandi nubi passano sopra le nostre teste da tre settimane ma lasciano sulla scia solo sporadiche piogge. Quindi la nostra scuola, come tutte le scuole e attività della città, continua a funzionare.
  2. Forti alluvioni invece hanno causato le piogge nelle vicine vallate, e in particolare nella regione di Sibi, centro nevralgico delle linee ferroviarie che uniscono Quetta con Lahore, Karachi, Islamabad (la capitale del Pakistan, ndr) e Multan. Da tre settimane i treni sono fermi paralizzando non solo il movimento umano, ma bloccando del tutto il commercio e ogni movimento di soccorso alle zone allagate.
  3. Ma la vera tragedia (ritenuta dalle Nazioni Unite più grave dello stesso Tsunami) che da tre settimane sta logorando la speranza e moltiplicando la disperazione di quasi quattordici milioni di poveri agricoltori e pastori è al nord, nella Provincia di Frontiera del Nord Ovest con capoluogo Peshawar. Una regione, in particolare la valle Swat, che da tre anni è in guerra contro le brutture talibane, e ora quel poco che è rimasto in piedi dopo la distruzione bellica (ponti, strade e strutture) viene letteralmente “lavato via” da piogge torrenziali mai viste negli ultimi cento anni. Sono le scene che tutte le TV del mondo danno giornalmente ai nostri occhi.
  4. Ora, in questi ultimi giorni, anche l’est del Punjab, la regione più ricca (il granaio del Pakistan) sta subendo innondazioni causate dalle piene dei fiumi e dallo straripamento delle dighe indiane.
  5. Noi salesiani abbiamo ricevuto qualche aiuto da benefattori europei e ci stiamo interessando per soccorrere le vittime più vicine con distribuzione di alimenti primari (farina e olio per il “chapati”, il pane locale, lenticchie) e vestiario. Siamo in contatto con famiglie alluvionate nella valle di Ziarat e stiamo contattando le migliaia di persone bloccate da settimane nelle stazioni ferroviarie.
Caro Andrea, saluta gli amici ex-allievi di “Voci Fraterne” e unitevi a noi in preghiera perchè presto il mondo venga in aiuto nell’alleviare la disperazione di questi nostri fartelli e sorelle. 
In Don Bosco,
don Pietro
Ho subito risposto a don Pietro per ringraziarlo e lui, quello stesso giorno, mi ha mandato un nuovo messaggio con altre informazioni, accompagnato da alcune foto che illustrano quest’articolo.
Caro Andrea,
grazie dell'apprezzamento sulle mie brevi notizie. Te ne mando un'altra. Giorni fa ho ricevuto 5,000 euro da un benefattore di Vienna tramite la J.E.W. (Jugend Eine Welt, una organizzazione non governativa, ndr.) e desidera che li spenda per gli alluvionati.
Accompagnato da alcuni amici mi sono mosso alla ricerca di campi per rifugiati messi su dal governo fuori della città. Mi ha impressionato il numero delle famiglie scampate dall'alluvione a Sibi (120 km da Quetta) che il governo ha ora trasportato nei dintorni di Quetta.
Ci stiamo organizzando per visitare le famiglie più bisognose e numerose per portar loro cibo a sufficienza per almeno un mese: un sacco di farina (40 kg) e olio per il chapati e le lenticchie, zucchero e the. In seguito ci impegheremo anche per procurare medicine per i malati.
Come vedi dalle foto che allego, c'è tanta sofferenza attorno a noi che Don Bosco ci chiede di alleviare.
Con affetto,
don Piero
Agli inizi di settembre ho riscritto a don Pietro per sapere se c’erano delle novità. Il cinque settembre mi ha risposto.
Caro Andrea,
circa gli aggiornamenti che mi chiedi ecco alcune brevi notizie.
1.Riceviamo da agenzie e da privati incoraggianti aiuti in preghiere e donazioni.
2.Il nostro progetto va avanti bene e siamo già a quota 1.400 famiglie assistite e continuiamo fino che arrivano soccorsi.
3.Pensiamo già al “dopo alluvione” con un progetto per seguire le famiglie più povere e aiutarle a recuperare casa, raccolti e animali persi.
4.Riguardo alle organizzazioni umanitarie sparse in tutto il paese, di cui molto si parla per le minaccie dei talebani, non abbiamo notizie certe di attacchi. Ciò che è stato accertato da tutti i giornali e programmi televisivi locali di questi ultimi giorni è che il portavoce dei talebani pakistani, Azam Tariq, il 27 Agosto ha ufficialmente annunciato che il suo gruppo “è dispiaciuto” per l’arrivo di “horde of foreigners” (ondate di stranieri) che entrano come operatori sociali, ma in realtà con scopi politici, e ha minacciato rappresaglie contro questi stranieri.
5.Una settimana fa è apparsa la notizia dell’uccisione a Peshawar di un capo di una Organizzazione Non Governativa locale, ma non era uno straniero.
6.Come straniero, per motivi di sicurezza, io non mi faccio vedere molto in pubblico, ma quando i miei bravi chierici pakistani mi assicurano e mi accompagnano ci vado volentieri. Mi sento più salesiano tra i bimbi di queste famiglie povere e affamate […].
Un caro saluto e augurio di pace e bene.
don Peter
Quello che segue è il racconto di un episodio drammatico di cui è don Pietro è venuto a conoscenza e che voleva condividere con gli exallievi italiani.
 Anche la fuga dalle acque costa
Siamo nella campagna fuori della citta di Jakobabad. Un caso commovente raccontato da un papà, Mahamad Igor, padre di otto figli e vedovo.
Quando l’acqua era ormai alla gola, con i suoi bimbi sollevati sul tetto della piccola casetta di campagna inondata, dopo la lunga e vana attesa di una barca o altro, decide di muoversi con i figli agrappati al suo ‘shalwar kameez’ (l’abito tipico dei pakistani, ndr.) e di spostarsi verso la strada elevata a poca distanza. Là, con altre sei famiglie numerose assiepate lungo la sponda più alta, decide di fermare il primo camion vuoto e chiedere un passaggio verso Quetta.
Un camion si ferma e l’autista chiede 50.000 rupie (l’equivalente di dieci mesi di salario mensile di un nostro maestro). Le famiglie non hanno soldi, ma s’impegnano a pagare vendendo le loro misere masserizie lungo i 450 km di strada che separano Jakobabad e Quetta. Ma i soldi non bastano, e allora cinque donne del gruppo decidono di vendere i loro bracialetti, collane e orecchini.
Ora sono a Quetta. Li abbiamo intervistati e tutte le sette famiglie sono al riparo in una scuola pubblica e hanno ricevuto cibo, acqua e medicine per un mese.
            In quarta di copertina della nostra rivista ci sono le indicazioni su come alleviare le sofferenze delle popolazioni del Pakistan.
            Restiamo vicino a don Pietro e ai figli di Don Bosco che vivono in Pakistan.

iscriviti

credits

Firefox 3.0+Internet Explorer 6Internet Explorer 7+Safari 3.1+
Chrome 1.0+Opera 9.5+Camino 1.0+Konqueror

meteo