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Luci a servizio nel mondo

“La forma laicale della vocazione salesiana, nelle sue diverse espressioni all’interno della Famiglia Salesiana, richiama i valori della creazione e delle realtà secolari, offre una particolare sensibilità per il mondo del lavoro, pone una specifica attenzione al territorio, sottolinea le esigenze della professionalità; la laicità nei membri della Famiglia Salesiana, religiosi, consacrati o no, mostra a tutti come vivere la totale dedizione a Dio per la causa del regno in questi valori e occupazioni secolari.

(Strenna del Rettor Maggiore 2011 “ Venite e Vedrete”)

 

In una società frammentata dagli egoismi e dall’indifferenza, appare fondamentale l’esperienza e la presenza di un laicato capace di esprimere con la vita una solidarietà fraterna, come presenza esemplare che recupera la convinzione che l’essere cristiani, oggi, prima di essere fatto intellettivo di conoscenza, è atteggiamento di vita trasmesso attraverso la testimonianza.

Nella missione della Chiesa e quindi anche nella particolarità della Famiglia Salesiana emerge la centralità del laico, senza del quale si rischia di rendere incomprensibile l’annuncio. È il laico infatti che parla la lingua di tutti, ed è pure il laico presente nei luoghi della vita quotidiana.

Il laico cristiano si trova oggi a vivere in una complessità di situazioni, in cui non sono facili gli orientamenti e le forme attraverso le quali dare visibilità storica e politica ai valori. Il laico, più degli altri segnato dal tempo e dall’esistenza, trova difficoltà a vivere la sua testimonianza cristiana fra storia e ricerca dei segni della presenza di Dio nel mondo.

Il cristiano laico è colui che non ha paura di essere se stesso e che vive nelle situazioni storiche in mezzo agli altri, disposto a “pagare la fede che ha ricevuto “ (cfr. Mt. 13.44). Nel proprio ambiente di vita il laico cristiano si caratterizza per coerenza ai valori professati, così da rendere credibile la propria testimonianza.

Ciò significa coraggio della propria identità cristiana, intesa come testimonianza di pienezza, sviluppo e non contrapposizione in ciò che è veramente umano e che risponde ai bisogni profondi dell’uomo.

La testimonianza laicale potrà essere palese o nascosta, individuale o di gruppo, associativa dove trova un prezioso sostegno sia per la formazione, sia per un confronto-condivisione nel discernere le situazioni, sia nel lavoro organizzato che fa della testimonianza individuale una presenza di Chiesa.

Nella realizzazione del regno non si può prescindere da uomini e donne che poggiano con ambedue i piedi sulla terra, i quali proprio per la loro condizione di persone inserite nella realtà, abbiano la possibilità di fermentare dall’interno il mondo.

La presenza laicale è testimonianza di Chiesa come coscienza critica della società, è educazione al bene comune, mediazione culturale, coscientizzazione, stimolo all’impegno.

La presenza del laico non è in supplenza del clero, ma un ministero che completa la Chiesa.

Occorre però un laicato formato, cosciente, l’esortazione Christifideles laici impone la necessità per i fedeli laici di una “formazione integrale”.

In essa si dice: Nella loro esistenza non possono esserci due vite parallele: da una parte , la vita così detta spirituale, con i suoi valori e con le sue esigenze; dall’altra, la vita così detta secolare, ossia la vita di famiglia, di lavoro,dei rapporti sociali, dell’impegno politico e della cultura…”.

Allora a fronte di queste citazioni scaturisce inevitabilmente l’interrogativo: Quale educazione alla laicità viene trasmessa dalle nostre associazioni, dalle nostre unioni?

Si tratta con responsabilità di metterci in discussione e, una volta per tutte, abbandonare quel formalismo statico che ormai connota gran parte delle nostre realtà di base, anche di ex allievi salesiani, che privilegiano a vari livelli uno sterile efficientismo burocratico, all’opportunità di mettersi in discussione per essere nella chiesa locale e nella famiglia salesiana dove sono presenti, segno credibile di un cristianesimo capace di incontrare la storia con provocatoria intelligenza.

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