Un’exallieva alla Giornata Mondiale della Gioventù 2011
È difficile raccontare un'esperienza così personale e di profonda spiritualità com’è stata per me l'esperienza delle giornate a Lourdes e a Madrid insieme con il gruppo del MGS del Triveneto.
Siamo partiti in circa 170 la sera di giovedì 11 agosto. Dopo una giornata di autobus, siamo arrivati a Lourdes nel primo pomeriggio. E subito ci siamo messi all'opera per montare le tende, cogliendo anche l'occasione per sgranchirci finalmente le gambe. Dopo tanta attesa riusciamo a fare una prima visita alla grotta dopo cena. Che silenzio! Che senso di pace! Quella grotta che avevo visto già per la prima volta durante un campus organizzato nell’estate del 2001. Non più sorpresa dalla novità e dalla curiosità, riesco e mi sforzo di cogliere la presenza di Maria… M’immagino la piccola Bernadette in ginocchio di fronte a quella figura di Signora splendente che solo lei vedeva.
Il giorno seguente eccoci tutto il giorno sull’erba della Prateria in giro per il grande santuario, con momenti di gruppo o momenti liberi: nel percorso al pomeriggio sull’acqua tra il battesimo e l’eucarestia per Bernadette visitare la sua casa, la chiesa del paese che contiene l’antico battistero, il luogo dove lei si è ritirata, dove ha ricevuto l’Eucarestia, ha preso i voti e ha vissuto per molto tempo come suora comprendere quanto questa giovane fosse controcorrente, agiva senza paura di giudizi e cattiverie, sfidando ciò che era convenzionale secondo le categorie umane … E la forza della sua famiglia che, di fronte alla straordinarietà degli eventi che e le capitavano non l’ha mai abbandonata.
Infine l’ultimo giorno a Lourdes abbiamo girato visitando i vari ambienti del santuario scoprendo nell’immensa chiesa sotterranea volti a noi noti (Don Bosco, San Francesco di Sales, Domenico Savio …) e vedendo oltre a noi tantissimi fedeli e tanti giovani che avrebbero fatto lo stesso viaggio con noi nei giorni successivi fino a Madrid. Alla sera la fiaccolata con i flambeau recitando il rosario: una prima esperienza di mondialità, la capacità di sperimentare la consapevolezza di un’unica Fede espressa in tante lingue diverse che dicevano la stessa Ave Maria.
A Madrid!
Ed eccoci al 15 agosto: festa grande per l’Assunta naturalmente … peccato che la nostra priorità al mattino fosse smontare il campo e cercare di restare nei tempi previsti. Ma la cosa non ci è riuscita: abbiamo celebrato la messa e poi via verso Madrid! Arrivo alla sera, affamati e stanchi e soprattutto desiderosi di una doccia tra 4 mura (quella del campeggio era una situazione abbastanza precaria, pur svolgendo comunque la sua funzione!). Ed ecco la gioia curiosa che ti prende nel vedere l’aula della classe che ci accoglierà per tutta la settimana che a noi sembra un palazzo reale rispetto ai tre giorni trascorsi in tenda tra pioggia e fango … così ha inizio la nostra settimana a Madrid: come già a Lourdes preghiere e messa non mancano mai, il rosario attorcigliato al polso, l’accogliente ospitalità degli spagnoli e dei volontari e il sorriso sincero che incontri in tutti i fratelli in Cristo che incontri per le strade della città. A ripensarci mi rendo conto di quanto sia difficile capire il clima che si respira in queste occasioni: solo chi ha visto qualche immagine dalla televisione può cogliere lo spirito unitario e fraterno che la fede, l’amore per Cristo e l’affetto per il Papa in questo genere di occasione creano … Le urla, i cori e il frastuono diventano il mezzo con cui comunicare e annunciare la propria fede senza imbarazzo, ma quasi come una liberazione, una testimonianza di cui non aver paura e che va urlata con orgoglio e come testimonianza <<Io sono qui e ne sono fiero perché voglio testimoniare il mio incontro con il Padre che il Papa rappresenta>> e anche il desiderio di capire e di avere una risposta alle proprie domande esistenziali, ai dubbi che ognuno ha di fronte alle scelte della vita. Ed ecco che i cori in nome del papa diventano un saluto, un abbraccio, un "Grazie!", ma anche una richiesta che ricorda le parole del Vangelo: <<Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di Vita eterna!>>. Le giornate si susseguono tra momenti di catechesi, momenti di gruppo e di riflessione, gioco e divertimento, di confronto con Dio e con gli altri, di dialogo interiore con se stessi e con il Padre prendendo coscienza in modo concreto che siamo una chiesa universale che supera gli ostacoli della diversità di razza e di lingua e ci rende fratelli. E poi la giornata Mondiale tra sabato e domenica: caotica, con la pioggia e la tempesta, ma impavidi abbiamo affrontato il tempo con la certezza di essere in compagnia di Dio.
Un’unica famiglia
Monsignor Betori di Firenze ci ha spiegato che la Fede è basata sul dialogo, sulla preghiera e che dobbiamo essere consapevoli della responsabilità che abbiamo verso il mondo e che questo implica testimonianza di coerenza e di annuncio. Il cardinal Bagnasco ci ha definito angeli dell’umanità perché il fatto di essere lì a Madrid testimoniava il nostro amore per Dio e la nostra fede suggerendoci di conoscere la Parola, di stare nell’Amore di Dio e di custodire la fede come dono prezioso. Infine il cardinal Tettamanzi ci ha spronati a vivere pienamente il Messaggio di Cristo portando così il prossimo che ci incontra a essere affascinato dal nostro stile di vita, come accadde per i primi cristiani che erano solidali tra loro e anteponevano la comunità al proprio tornaconto.
Tra le esperienze significative va ricordato sicuramente l’incontro del 17 agosto in cui tutti i gruppi appartenenti alla Famiglia Salesiana mondiale si sono riuniti nel collegio salesiano di Atocha per festeggiare insieme: il momento che resterà impresso nella memoria di tutti è sicuramente legato al silenzio assoluto delle 9.000 persone (qualcuno parlava di 12.000 addirittura!) presenti nel patio tale da sorprendere e commuovere tutti, compresi don Pasqual e madre Yvonne che erano con noi. La loro definizione è stata: <<Siamo un’unica famiglia perché stasera il nostro cuore era un cuor solo e un’anima sola!>>.
Tra sabato e domenica è difficile scegliere un momento in particolare: la pioggia, il vento forte, il coro spontaneo del rosario per ‘combattere’ il maltempo, i cori per il papa urlando il suo nome quando la pioggia era troppo forte per riuscire a continuare il suo discorso o la celebrazione e fargli sentire che eravamo con lui. Ma tra tutte sicuramente la cosa più significativa è sapere che a Cuatro Vientos a Madrid due milioni di giovani gridavano a una sola voce: “¡Esta es la juventud del Papa!” (Questa è la gioventù del Papa)… Grazie Padre Santo, grazie a tutti quelli che c’erano e a tutti quelli che erano in preghiera con noi!


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