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Identità dei Laboratori Mamma Margherita

Tra le attività svolte dai Centri dei Salesiani Cooperatori si inserisce quella dei Laboratori Mamma Margherita, in cui si riuniscono le cooperatrici che attuano il carisma salesiano impegnandosi nella preghiera e nel lavoro per sostenere spiritualmente ed economicamente le opere salesiane nel proprio territorio e, soprattutto, nelle missioni.

Don Bosco scriveva attorno al 1847: "Ai Cooperatori Salesiani si è aggiunta la categoria delle cooperatrici, donne di famiglia cospicue e delicate che lavano, rattoppano camicie e calzoni dei poverelli" Tra queste, prima fra tutta, Mamma Margherita, che dava origine, senza saperlo, ad una realtà salesiana di grande portata. Ella, infatti, su invito del figlio, lasciava la pace e la serenità dei Becchi e veniva a Torino per accudire ai bisogni dei ragazzi raccolti da Don Bosco nella casa Pinardi. E’ stata lei, dunque, l’iniziatrice di una attività di collaborazione e di sostegno, che vide ben presto la partecipazione di "sante donne che non disdegnavano di associarsi all'umile contadina dei Becchi per rammendare stracci nella sua povera stanzetta": nasceva così il primo laboratorio.

Successivamente anche Maria MazzarelIo riuniva le prime Figlie di Maria Ausiliatrice per cooperare nel rammendare, rattoppare i vestiti dei ragazzi di Don Bosco e delle ragazze orfane di Mornese.

Dopo le prime esperienze realizzate ai tempi di Mamma Margherita e di Madre Mazzarello e che, con alterne vicende, si sono protratte nel tempo, i laboratori rifioriscono nella seconda metà del '900 ad opera delle "Benefattrici" o delle "Dame Patronesse" che, subito dopo la seconda guerra mondiale, si stringono attorno agli Istituti Salesiani per sostenerne l'opera con l'attività del laboratorio finalizzata all’annuale pesca di beneficenza.

Dopo il 1950 si prende pienamente coscienza del Regolamento dei Cooperatori ben definito da Don Bosco. Le signore che sentono l’esigenza di far parte della Famiglia Salesiana chiedono di entrare tra i Cooperatori e i loro laboratori prendono il nome di Mamma Margherita.

Oggi questi laboratori sono diffusi in tutta l'Italia, sono tutti insigniti del nome della Fondatrice e operano con lo stesso carisma, come dimostrano i convegni nazionali che, ogni due anni, si svolgono a Roma e che tengono vivo il senso di solidarietà, di unità di intenti, di fraternità che lega tutti gli appartenenti all' Associazione.

I Laboratori Mamma Margherita possono definirsi “oasi di salesianità e fucina di carità”. In essi si esplica “un’attività contemplativa e una contemplazione orante”. In essi ogni componente porta il contributo della propria testimonianza cristiana autentica e convinta.

La Famiglia Salesiana è conscia della grandezza e della ricchezza che le mamme Margherita d'Italia apportano con la loro spiritualità, con la dedizione non priva talvolta di sacrifici.

Il compianto Rettor Maggiore, Don Viganò, diceva alle incaricate dei laboratori durante il convegno del 1990: "Rivolgo un saluto e un ringraziamento per quello che voi fate, proprio con i laboratori, per le necessità delle missioni dove c'è fame, ci sono tante malattie, tante ingiustizie..... II fatto che voi lavoriate coltivando nel cuore questa sensibilità, offrendo i prodotti del vostro lavoro per aiutare i giovani, fratelli e sorelle, di questi paesi, è un’espressione concreta di senso missionario”.

Aggiungeva don Adal Funs: “Grazie, carissime cooperatrici, che avete dato e continuate a dare amore. Ci avete fatto rivedere nei vostri volti quello della mamma di Don Bosco, che vi ha trasmesso tanta ricchezza”.

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